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TITOLO
IV
Del contratto di arruolamento
Capo
I: Della formazione del contratto
Art.
323
(Visita medica)
L'arruolamento degli iscritti nelle matricole della gente
di mare, destinati a far parte dell'equipaggio, deve, nei
casi e con le modalità prescritte da leggi e regolamenti,
essere preceduto da visita medica diretta ad accertare l'idoneità
della persona da arruolare in rapporto al servizio cui deve
essere adibita.
Art.
324
(Capacità dei minori di anni diciotto)
Il minore di anni diciotto, iscritto nelle matricole della
gente di mare, puÚ, con il consenso di chi esercita la patria
potestà o la tutela, prestare il proprio lavoro e stipulare
i relativi contratti ed esercitare i diritti e le azioni che
ne derivano.
La revoca del consenso all'iscrizione nelle matricole, da
parte dell'esercente la patria podestà o la tutela,
fa cessare la capacità del minore alla stipulazione
di contratti di arruolamento, ma, non lo priva della capacità
di eserciatre i diritti e le azioni che derivano da contratti
precedentemente stipulati, nË dalla capacità di prestare,
fino al compimento del viaggio in corso, il proprio lavoro
in esecuzione del contratto.
Art.
325
(Vari tipi di contratto di arruolamento)
Il contratto di arruolamento puÚ essere stipulato:
a) per un dato viaggio o per pi~ viaggi;
b) a tempo determinato;
c) a tempo indeterminato.
La retribuzione spettante all'arruolato puÚ essere stabilita:
a) in una somma fissa per l'intera durata del viaggio;
b) in una somma fissa al mese o ad altro periodo di tempo;
c) in forma di partecipazione al nolo o agli altri proventi
o prodotti del viaggio, con la fissazione di un minimo garantito.;
d) parte in forma di somma fissa periodica e parte in forma
di partecipazione al nolo o agli altri proventi o prodotti.
Agli effetti del contratto di arruolamento, per viaggio si
intende il complesso delle traverssate fra porto di caricazione
e porto di ultima destinazione, oltre all'eventuale traversata
in zavorra per raggiungere il porto di caricazione.
La misura e le componenti della retribuzione sono determinate
e regolate dalle norme dei contratti collettivi di lavoro.
Art. 326
(Durata
del contratto a tempo determinato e di quello per pi~ viaggi)
Il contratto a tempo determinato e quello per pi~ viaggi non
possono essere stipulati per una durata superiore ad un anno;
se sono stipulati per una durata superiore, si considerano
a tempo indeterminato.
Se in forza di pi~ contratti a viaggio, o di pi~ contratti
a tempo determinato, ovvero di pi~ contratti dell'uno e dell'altro
tipo, l'arruolato presta ininterrottamente servizio alle dipendenze
dello stesso armatore per un tempo superiore ad un anno, il
rapporto di arruolamento Ë regolato dalle norme concernenti
il contratto a tempo indeterminato.
Agli effetti del comma precedente, la prestazione del servizio
Ë considerata ininterrotta quando fra la cessazione di un
contratto e la stipulazione del contratto successivo intercorre
un periodo non superiore ai sessanta giorni.
Art.
327
(Arruolamento per nave determinata o per pi~ navi dello stesso
armatore)
Il contratto di arruolamento ha per oggetto la prestazione
del servizio su nave determinata.
Tuttavia l'arruolato puÚ, con patto espresso contenuto nel
contratto di arruolamento, obbligarsi a prestare servizio
su una nave non determinata fra quelle appartenenti all'armatore
o su pi~ di esse successivamente.
Art.
328
(Forma
del contratto)
Salvo quanto Ë disposto nei successivi articoli, il contratto
di arruolamento deve, a pena di nullità, essere fatto
per atto pubblico ricevuto, nella Repubblica, dall'autorità
marittima, e, all'estero, dall'autorità consolare.
Il contratto deve parimenti, a pena di nullità, essere
dalle autorità predette annotato sul ruolo di equipaggio
o sulla licenza.
Prima della sottoscrizione, il contratto deve essere letto
e spiegato al marittimo; l'adempimento di tale formalità
si deve far constatare nel contratto stesso.
Art.
329
(Stipulazione del contratto in località estera dove
non sia autorità consolare)
Se l'arruolamento ha luogo all'estero, in località
che non Ë sede di autorità consolare, il contratto
deve, a pena di nullità, essere stipulato per iscritto,
alla presenza di due testimoni, i quali vi appongono la propria
sottoscrizione. Il contratto Ë conservato fra i documenti
di bordo.
Art. 330
(Deroga alle disposizioni precedenti)
Il contratto di arruolamento per le navi minori di stazza
lorda non superiore alle cinque tonnellate puÚ essere fatto
verbalmente.
Le norme per l'annotazione sulla licenza dei contratti predetti
sono stabilite dal regolamento.
Art.
331
(Arruolamento del comandante in luogo ove non si trova l'armatore)
L'armatore puÚ procedere all'arruolamento del comandante anche
mediante dichiarazione, resa al comandante del porto o all'autorità
consolare del luogo dove egli si trova, e contenente gli estremi
indicati nell'articolo seguente.
La detta autorità trasmette telegraficamente, a spese
sell'armatore, gli estremi della dichiarazione all'autorità
marittima o consolare del porto dove si trova la nave sulla
quale il comandante deve prendere imbarco.
Con la dichiarazione di accettazione da parte del comandante,
resa all'autorità del porto d'imbarco, si perfeziona
il contratto di arruolamento.
Art. 332
(Contenuto
del contratto)
Il contratto di arruolamento deve enunciare:
1. il nome o il numero della nave sulla quale deve prestare
servizio o la clausola prevista nel secondo comma dell'art.
327;
2. il nome, la paternità dell'arruolato, l'anno di
nascita, il domicilio, l'ufficio di iscrizione e il numero
di matricola;
3. la qualifica e le mansioni dell'arruolato;
4. il viaggio o i viaggi da compiere e il giorno in cui l'arruolato
deve assumere servizio, se l'arruolamento Ë a viaggio; la
decorrenza e la durata del contratto, se l'arruolamento Ë
a tempo determinato; la decorrenza del contratto, se l'arruolamento
Ë a tempo indeterminato; 5. la forma e la misura della retribuzione;
6. il luogo e la data della conclusione del contratto;
7. l'indicazione del contratto collettivo, qualora esista.
8. Se dal contratto ovvero dall'annotazione sul ruolo di equipaggio
o sulla licenza l'arruolamento non risulta stipulato a viaggio
o a tempo determinato, esso Ë regolato dalle norme concernenti
il contratto a tempo indeterminato.
Capo
II: Degli effetti del contratto
Art.
333
(Albo a bordo per l'affissione delle disposizioni concernenti
il contratto di arruolamento)
Su ogni nave nazionale deve essere tenuto, in luogo accessibile
all'equipaggio, un albo, nel quale sono affisse le norme di
legge e di regolamento relative all'arruolamento, i contratti
collettivi di arruolamento i regolamenti di servizio e ogni
altra disposizione di cui venga prescritta l'affissione dall'autorità.
Art.
334
(Servizio di bordo)
I componenti dell'equipaggio non sono tenuti a prestare un
servizio diverso da quello per il quale sono stati arruolati.
Tuttavia il comandante, nell'interesse della navigazione,
ha facoltà di adibire temporaneamente i componenti
dell'equipaggio a un servizio diverso da quello per il quale
sono stati arruolati, purchË non sia inadeguato al loro titolo
professionale e al loro grado. In caso di necessità
per la sicurezza della spedizione, gli arruolati possono essere
adibiti a qualsiasi servizio.
I componenti dell'equipaggio che esercitano mansioni diverse
da quelle per le quali sono stati arruolati, hanno diritto
alla maggiore retribuzione dovuta per tali mansioni.
Art.
335
(Caricazione
abusiva di merci)
Il comandante e gli altri componenti dell'equipaggio non possono
caricare sulla nave merci per proprio conto, senza il consenso
scritto dell'armatore o di un suo rappresentante.
L'arruolato, che contravviene al divieto del comma precedente,
Ë tenuto a pagare il nolo in misura doppia di quella corrente
nel luogo e alla data della caricazione per il medesimo viaggio
e per merce della stessa specie di quella indebitamente imbarcata,
senza pregiudizio del risarcimento del danno.
Art.
336
(Trattamento
dell'arruolato malato o ferito)
L'arruolato che, a bordo, si ammala o riporta lesioni continua
a percepire la retribuzione ed ha diritto all'assistenza sanitaria
a spese della nave.
Se l'arruolato si Ë intenzionalmente procurato la malattia
o la lesione, ovvero ha contratto la malattia o riportato
la lesione per sua grave colpa mentre si trovava a terra senza
autorizzazione, l'armatore Ë ugualmente tenuto a provvedere
all'assistenza sanitaria, ma ha diritto di ripeterne le spese
dell'arruolato.
Nel caso previsto nel comma precedente, il componente dell'equipaggio
non ha diritto alla retribuzione per tutto il tempo durante
il quale Ë inabile al servizio.
Se l'arruolato deve essere sbarcato a causa della sua condizione
di salute o se, per altra ragione, Ë sbarcato prima che si
sia verificata la guarigione, si applica il disposto degli
articoli 356, 365.
Art.
337
(Partecipazione dell'arruolato alle indennità dovute
all'armatore)
Se la retribuzione Ë determinata in forma di partecipazione
al nodo o agli altri proventi o prodotti del viaggio in caso
di perdita del nolo o di detti proventi o prodotti, per la
quale sia corrisposta all'armatore una somma a titolo di indennità
di assicurazione o di risarcimento di danni, l'arruolato ha
diritto ad una parte di detta somma, nella proporzione stabilita
dal contratto.
Art.
338
(Aumento di retribuzione in caso di promulgamento del viaggio)
Se la retribuzione Ë determinata a viaggio, essa Ë proporzionalmente
aumentata qualora il viaggio venga protratto oltre la durata
massima prevedibile al momento della stipulazione del contratto;
ma se l'ulteriore durata Ë dovuta a causa non imputabile all'armatore,
l'aumento proporzionale Ë ridotto a un terzo.
La retribuzione non Ë soggetta a diminuzione se la nave compie
un viaggio pi~ breve di quello previsto nel contratto.
Art.
339
(Indennità per riduzione delle razioni dei viveri)
Se la riduzione delle razioni dei viveri prevista nell'art.
301, Ë dovuta a causa non imputabile all'armatore, questi
deve corrispondere ai componenti dell'equipaggio l'equivalente
in denaro.Se la riduzione Ë determinata da causa a lui imputabile,
l'armatore Ë tenuto anche al risarcimento dei danni.
Capo
III: Della cessazione e della risoluzione
del contratto
Art.
340
(Cessazione del contratto a viaggio per compimento del viaggio
)
Il contratto di arruolamento stipulato per uno o pi~ viaggi
cessa di diritto con il compimento del viaggio o dell'ultimo
dei viaggi previsti nel contratto.
Art.
341
(Cessazione del contratto a tempo determinato per scadenza
del termine)
Il contratto di arruolamento a tempo determinato cessa di
diritto con la scadenza del termine stabilito nel contratto
stesso.
Tuttavia, se il termine scade in corso di viaggio, il contratto
si intende prorogato fino al porto di ultima destinazione.
Se il porto di ultima destinazione Ë fuori della Repubblica
e la nave deve intraprendere un altro viaggio direttamente
per un porto della Repubblica, l'arruolato Ë tenuto a continuare
a prestare la sua opera sulla nave, ma, decorso il periodo
determinato dalle norme corporative o, in mancanza, degli
usi, ha diritto ad un aumento di retribuzione nella misura
stabilita dalle norme predette, o in mancanza degli usi, fino
a che sia sbarcato nel porto di arruolamento.
Se la nave intraprende un altro viaggio per un porto fuori
della Repubblica o non direttamente per un porto della Repubblica
e l'arruolato consente a restare a bordo, l'arruolamento continua
alle condizioni stabilite dal contratto, ma, l'arruolato ha
diritto ad un aumento della retribuzione nella misura fissata
secondo il disposto del comma precedente.
Art.
342
(Cessazione del contratto a tempo indeterminato per volontà
di una delle parti)
Il contratto di arruolamento a tempo indeterminato cessa per
volontà dell'armatore o dell'arruolato, purchË ne sia
dato preavviso nei termini stabiliti dalle norme corporative
o, in mancanza, dagli usi.
Art.
343
(Casi di risoluzione di diritto del contratto)
Il contratto di arruolamento si risolve di diritto:
1. in caso di perdita totale ovvero di innavigabilità
assoluta della nave ovvero di innavigabilità per un
periodo di tempo superiore ai sessanta giorni, determinate
da naufragio o da altro sinistro della navigazione, nonchË
in caso di preda;
2. in caso di perdita della nazionalità della nave;
3. in caso di vendita giudiziale della nave;
4. in caso di morte dell'arruolato;
5. quando l'arruolato, per malattia o per lesioni, deve essere
sbarcato o non puÚ riassumere il suo posto a bordo alla partenza
della nave da un porto di approdo;
6. quando l'arruolato Ë fatto prigioniero a bordo o mentre
partecipa ad una spedizione in mare o in terra, per il servizio
della nave;
7. in caso di cancellazione dalle matricole, di sospensione
o interdizione dai titoli professionali o dalla professione
marittima dell'arruolato;
8. in caso di revoca da parte dell'esercente la patria podestà
o la tutela del consenso alla iscrizione nelle matricole del
minore di anni diciotto;
9. quando l'arruolato deve essere sbarcato per ordine dell'autorità;
10. quando l'arruolato, fuori dei casi previsti nei numeri
precedenti, non assume il proprio posto a bordo, nel termine
stabilito, prima della partenza della nave dal porto di arruolamento
o da un porto di approdo.
Art.
344
(Presunzione di perdita della nave)
Quando, per mancanza di notizie, si presume che la nave sia
perita, il contratto di arruolamento si considera risolto
nei confronti degli eredi presunti dell'arruolato e degli
altri aventi diritto.
Art.
345
(Facoltà di risoluzione del contratto da parte dell'armatore)
L'armatore ha facoltà, in qualsiasi tempo e luogo,
di risolvere il contratto di arruolamento, salvi i diritti
spettanti all'arruolato.
Art.
346
(Sbarco dell'arruolato per cattivo trattamento)
L'autorità marittima o quella consolare, su domanda
dell'arruolato, puÚ ordinare lo sbarco immediato, se il comandante
ha commesso contro di lui abusi di potere o ha tollerato che
tali abusi fossero commessi da altre persone, ovvero non gli
ha fornito, senza giustificato motivo, i viveri nella misura
dovuta o l'assistenza sanitaria alla quale ha diritto.
In questo caso, il contratto si considera risolto per colpa
dell'armatore.
Art.
347
(Cambiamento dell'armatore)
Salvo il caso previsto nell'art. 343, n.2, di questo codice,
e fermo il disposto del 2f comma dell'art. 2112 Cod. civ.,
in caso di cambiamento dell'armatore della nave, il nuovo
armatore succede al precedente in tutti i diritti ed obblighi
derivanti dai contratti di arruolamento dei componenti l'equipaggio,
ma questi possono chiedere la risoluzione del contratto all'arrivo
della nave in porto nazionale.
Art.
348
(Decorrenza della cessazione o della risoluzione del contratto)
Nei casi previsti negli articoli 340 a 342; 343, n. 8; 345,
347 il contratto di arruolamento cessa o si risolve dopo che
siano compiute le operazioni di ormeggio e di scarico della
nave nel porto nel quale l'arruolato deve essere sbarcato.
Nel caso previsto nell'art. 343, n. 3, il contratto di arruolamento
si risolve dalla data dell'ordinanza con la quale, a norma
dell'art. 655, Ë disposta la vendita all'incanto; ovvero in
caso di esecuzione all'estero dalla data del provvedimento
con il quale Ë disposta la vendita della nave.
Nel caso previsto nell'art. 344, il contratto si considera
risolto nel giorno in cui la nave si presume perita.
Art.
349
(retribuzioni spettanti all'arruolato in caso di risoluzione
del contratto)
In ogni caso di risoluzione del contratto:
1. se la retribuzione Ë stabilita a tempo, questa Ë dovuta
all'arruolato fino al giorno della risoluzione;
2. se la retribuzione Ë stabilita a viaggio o in forma di
partecipazione al profitto o al nolo, Ë dovuta all'arruolato
la parte della somma convenuta o la parte della quota o del
minimo garantito spettanti, commisurata alla durata del servizio
prestato, in rapporto alla durata massima del viaggio, prevedibile
al momento della stipulazione del contratto.
Se la retribuzione Ë stabilita in forma di partecipazione
al profitto o al nolo, in caso di risoluzione del contratto
per una delle cause previste nell'art. 343, nn. 2, 3, 4, 5,
6, nonchË negli artt. 345, 346, Ë dovuta l'intera quota spettante
all'arruolato in base al contratto.
Art.
350
(Mantenimento a bordo dopo la cessazione o la risoluzione
del contratto)
I componenti dell'equipaggio hanno diritto ad essere mantenuti
a bordo anche dopo la cessazione o la risoluzione del contratto
di arruolamento, finchË siano interamente soddisfatti delle
somme loro dovute in dipendenza del contratto stesso.
In questo caso deve inoltre essere corrisposta agli arruolati,
per tutto il tempo durante il quale restano a bordo, la retribuzione
stabilita dal contratto.
Il comandante puÚ ottenere dall'autorità marittima
o consolare l'autorizzazione allo sbarco dell'arruolato, pagando
a questo la somma non contestata ed eseguendo, per la parte
rimanente, un deposito cauzionale presso l'autorità
stessa, nella misura e con le modalità da questa determinate.
Capo
IV: Dei diritti derivanti dalla cessazione
e dalla risoluzione del contratto
Art.
351
(Indennità in caso di cessazione del contratto a tempo
indeterminato per volontà dell'armatore)
In caso di cessazione del contratto di arruolamento a tempo
indeterminato per volontà dell'armatore, Ë dovuta all'arruolato
una indennità pari al numero di giornate di retribuzione
determinato dalle norme corporative o, in mancanza, dagli
usi, per ogni anno o frazione di anno di servizio prestato.
Ai fini dell'applicazione del comma precedente devono essere
computati i periodi di infermità per i quali l'arruolato
abbia avuto diritto al trattamento previsto nell'art. 356.
Art.
352
(Indennità in caso di risoluzione del contratto a tempo
indeterminato)
In caso di risoluzione del contratto di arruolamento a tempo
indeterminato, Ë dovuta all'arruolato un'indennità
nella misura stabilita dall'articolo precedente, salvo che
la risoluzione avvenga per fatto imputabile all'arruolato
stesso.
Art.
353
(Indennità in caso di risoluzione del contratto per
la perdita o la innavigabilità assoluta della nave)
Nel caso di risoluzione del contratto previsto nel n. 1 dell'art.
343, gli arruolati che, in base al contratto, erano retribuiti
a tempo o a viaggio hanno diritto per il periodo durante il
quale restano disoccupati per causa loro non imputabile, ad
una indennità giornaliera in misura pari alla retribuzione
entro i limiti di tempo stabiliti da leggi speciali o da norme
corporative.
In caso di perdita di indumenti o di attrezzi di proprietà
degli arruolati in seguito al naufragio, al sinistro o alla
preda, spetta agli arruolati stessi un'indennità corrispondente
al valore degli indumenti o degli attrezzi perduti.
Art.
354
(Indennità nel caso di perdita presunta)
Se il contratto di arruolamento Ë considerato risolto ai sensi
dell'art. 344, Ë dovuta:
1. nel caso di retribuzione a tempo, un'indennità pari
alla metà della retribuzione per la presumibile durata
residua del viaggio dal giorno successivo a quello in cui
risalgono le ultime notizie, e in ogni caso a non meno di
due mensilità;
2. nel caso di retribuzione a viaggio, un'indennità
pari alla differenza fra la parte di retribuzione maturata
alla data di risoluzione del contratto e la metà dell'intera
retribuzione, se la nave si presume perita nell'andata, e
l'intera retribuzione, se la nave si presume perita nel ritorno.
L'indennità Ë attribuita alle persone che hanno diritto
alle prestazioni in caso di morte dell'assicurato, in base
alle disposizioni sulle assicurazioni contro gli infortuni
sul lavoro.
In mancanza di aventi diritto ai sensi del comma precedente,
l'indennità Ë devoluta alla Cassa nazionale per la
previdenza marinara.
Art.
355
(Indennità in caso di morte dell'arruolato)
In caso di risoluzione del contratto per morte dell'arruolato,
se l'arruolato Ë morto per la salvezza della nave, Ë dovuta
in ogni caso, indipendentemente dall'indennità prevista
nell'art. 352, una indennità pari all'intera retribuzione
per la presumibile4 durata residua del viaggio alla data della
morte. Si applicano, per l'attribuzione dell'indennità,
il 2f e il 3f comma dell'articolo precedente.
Art.
356
(Trattamento
spettante dopo la risoluzione del contratto all'arruolato
ammalato o ferito)
Fuori dei casi nei quali le leggi speciali rendono obbligatoria
l'assicurazione dell'equipaggio contro le malattie, quando
il contratto Ë risolto, perchË l'arruolato, a causa di malattia
o di lesioni, ha dovuto essere sbarcato o non ha potuto riprendere
il proprio posto a bordo dopo lo sbarco in un porto di approdo,
l'armatore, sempre che non ricorra uno dei casi previsti nel
secondo comma dell'art. 336, Ë tenuto a provvedere a proprie
spese alla cura dell'arruolato, e a corrispondergli una indennità
giornaliera in misura pari alla retribuzione, per tutto il
tempo della cura, ma non oltre quattro mesi dalla data della
risoluzione del contratto.
Se la malattia o le lesioni dipendono da causa di servizio,
il limite di tempo stabilito nel comma precedente Ë elevato
a sei mesi.
Le disposizioni dei due comma precedenti si applicano anche
alle malattie, che si manifestano nei ventoooo giorni successivi
alla cessazione o alla risoluzione del contratto, quando dipendono
da caausa di servizio.
Art.
357
(Indennità in caso di cattura dell'arruolato)
In caso di risoluzione del contratto per effetto di cattura
dell'arruolato, indipendentemente dall'indennità prevista
nell'art. 352, Ë dovuta in ogni caso una indennità
pari all'intera retribuzione per la presumibile durata residua
del viaggio successivamente alla data della cattura.
Art. 358
(indennità
in caso di risoluzione del contratto per volontà dell'armatore)
Se l'armatore esercita facoltà di risoluzione del contratto
a tempo indeterminato, senza preavviso, ai sensi dell'art.
345, Ë dovuta all'arruolato, oltre alla indennità prevista
nell'art. 352, un'altra indennità pari a tante giornate
di retribuzione, quanti avrebbero dovuto essere i giorni di
preavviso, a norma dell'art. 342.
Nel caso previsto dal comma precedente, se il preavviso Ë
dato in misura inferiore a quella detrminata ai sensi dell'art.
342, Ë dovuta un'indennità pari atante giornate di
retribuzione quanti sono i giorni di preavviso mancanti.
Se l'armatore esercita la facoltà di risoluzione del
contratto a viaggio, prima del compimento del viaggio, o del
contratto a tempo determinato, prima della scadenza, ai sensi
dell'art. 345, l'arruolato ha diritto.
1. se la risoluzione del contratto avviene nel porto di arruolamento,
prima della partenza, ad una indennità pari a quarantacinque
giorni di retribuzione, ovvero pari alla intera retribuzione,
se la presumibile durata del viaggio o il tempo per il quale
il contratto Ë stato stipulato Ë inferiore a quarantacinque
giorni;
2. se la risoluzione del contratto avviene dopo la partenza,
ad una indennità pari alla retribuzione che gli sarebbe
spettata per la presumibile durata del viaggio o per la durata
del contratto.
Art.
359
(casi
di esclusione del diritto a indennità)
Le indennità stabilite dall'articolo precedente non
sono dovute, se la risoluzione del contratto avviene:
1. per colpa dell'arruolato;
2. per effetto di interdizione del commercio con il luogo
di destinazione della nave, arresto della nave, o altra causa
non imputabile all'armatore che renda impossibile l'inizio
o la prosecuzione del viaggio;
a causa di disarmo per mancanza di traffico, per un periodo
non inferiore a quindici giorni, o di disarmo per riclassifica
della nave o per grandi riparazioni di durata non inferiore
a trenta giorni.
Qualora per l'interdizione del commercio con il luogo di destinazione
o per l'arresto della nave sia attribuita una indennità
all'armatore, gli arruolati hanno diritto alle indennità
previste nell'articolo precedente, ma l'ammontare delle indennità
corrisposte all'intero equipaggio non puÚ superare il terzo
dell'indennità conseguita dall'armatore.
Art. 360
(Indennità
in caso di perdita della nazionalità della nave o di
sbarco dell'arruolato per cattivo trattamento)
Nei casi previsti negli articoli 343, n. 2, e 346, oltre all'indennità
stabilite nell'articolo 352, l'arruolato ha diritto anche
alla indennità stabilita nell'art. 358, salvo, quando
si tratta dell'applicazione dell'art. 346, il risarcimento
dei danni derivati all'arruolato dal fatto del comandante
o dalla risoluzione del contratto.
Art.
361
(Determinazione delle indennità previste dagli articoli
precedenti)
Quando, a norma delle disposizioni di questo capo, una indennità
Ë commisurata alla retribuzione stabilita nel contratto, si
intendono comprese nella retribuzione la paga base, la panatica
e le indennità accessorie di carattere fisso e continuativo,
a tale fine indicate dalle norme dei contratti collettivi
di lavoro.
Se la retribuzione Ë convenuta a viaggio, o a partecipazione
al profitto o al nolo, l'indennità Ë determinata sulla
base della somma fissata nel contratto, o della quota che
sarebbe spettata all'arruolato in relazione alla durata del
viaggio prevedibile alla data della stipulazione del contratto
stesso.
A partire dal 1f febbraio 1977 non possono computarsi ai fini
delle indennità di cui agli articoli 351 e 352 gli
ulteriori aumenti dell'indennità di contingenza o di
emolumenti aventi analoga natura scattati posteriormente al
31 gennaio 1977.
Art.
362
(Decorrenza delle indennità previste negli articoli
precedenti)
Quando le disposizioni di questo capo attribuiscono all'arruolato
il diritto ad una indennità giornaliera per un determinato
periodo successivo alla cessazione o alla risoluzione del
contratto, detto periodo, nel caso che l'arruolato abbia diritto
al rimpatrio, decorre dal giorno successivo in cui il rimpatrio
stesso Ë stato effettuato.
Quando la risoluzione del contratto Ë determinata da una delle
cause indicate nell'art. 343, n. 1, e del fatto sono derivate
malattie o lesioni per le quali il trattamento spettante all'arruolato
Ë regolato dall'art. 356, l'indennità di cui all'art.
353 decorre dal giorno in cui cessa il trattamento predetto.
Capo V: Del rimpatrio dell'arruolato
Art. 363
(Obbligo del rimpatrio dell'arruolato)
Quando il contratto cessa o si risolve Ë tenuto a provvedere
al rimpatrio dell'arruolato.
Se la risoluzione del contratto Ë avvenuta per colpa dell'arruolato,
ovvero per malattia o lesioni, nei casi previsti nel secondo
comma dell'art. 336, l'armatore ha diritto ad essere rimborsato
dall'arruolato delle spese sostenute per il suo rimpatrio.
Qualora l'armatore non provveda, il rimpatrio Ë eseguito a
cura dell'autorità marittima o consolare.
L'autorità marittima emette ingiunzione a carico dell'armatore
per il rimborso delle spese sostenute dallo Stato.
Art.
364
(Contenuto dell'obbligo di rimpatrio)
Lobbligo di provvedere al rimpatrio dell'arruolato comprende
le spese necessarie per il viaggio, l'alloggio e il mantenimento,
fino all'arrivo a destinazione, nonchË, durante l'eventuale
ricovero della nave in stazione sanitaria, fino all'ammissione
a libera pratica.
Fuori dei casi previsti nel secondo comma dell'articolo precedente,
l'armatore Ë tenuto a corrispondere all'arruolato, durante
il rimpatrio, una indennità giornaliera pari alla retribuzione
determinata ai sensi dell'art. 361.
In caso di naufragio, l'armatore Ë altresÏ tenuto a fornire
ai componenti dell'equipaggio gli indumenti necessari.
Art.
365
(Rimpatrio dell'arruolato ammalato o ferito)
Se l'arruolato Ë sbarcato per malattia o lesioni, nei casi
in cui non Ë diversamente disposto da leggi speciali, il comandante
deve depositare presso l'autorità marittima e consolare
l'indennità spettante all'arruolato ai sensi del secondo
comma dell'articolo precedente, nonchË la somma necessaria
per la cura e il rimpatrio.
All'estero dove non sia autorità consolare, il comandante
deve provvedere al ricovero dell'arruolato in luogo di cura,
depositando presso l'ente o la persona incaricata della cura
le somme indicate nel comma precedente.
Se il rimpatrio deve avvenire prima che l'arruolato sia completamente
guarito, vi si provvede seguendo le prescrizioni del medico
che ha avuto in cura l'arruolato medesimo; quando il viaggio
deve compiersi per mare esso Ë effettuato, qualora le prescrizioni
mediche lo esigano, su nave provvista del servizio sanitario.
Art.
366
(Luogo di rimpatrio)
Il rimpatrio dell'arruolato si compie con il suo ritorno al
porto di arruolamento.
Tuttavia, se l'arruolato ne fa richiesta e non vi Ë aumento
di spesa, il rimpatrio deve essere effettuato provvedendo
al ritorno in altra località da lui indicata.
Art.
367
(Rimpatrio
a mezzo di imbarco su altra nave)
L'obbligo di provvedere al rimpatrio dell'arruolato puÚ essere
soddisfatto, procurando alla persona sbarcata una conveniente
occupazione retribuita su altra nave, che si rechi nel luogo
di rimpatrio o in località vicina. In quest'ultimo
caso sono a carico dell'armatore le spese per la prosecuzione
del viaggio fino al luogo di rimpatrio.
Se la retribuzione percepita dall'arruolato a bordo della
nave, sulla quale Ë imbarcato, Ë inferiore alla indennità
spettantegli ai sensi del secondo comma dell'art. 364, l'armatore
Ë tenuto a corrispondergli la differenza.
Art.
368
(Rimpatrio
di stranieri arruolati su navi italiane)
Le disposizioni di questo capo si applicano agli stranieri
arruolati su navi nazionali, purchË gli Stati di cui essi
hanno la cittadinanza assicurino equale trattamento ai cittadini
italiani arruolati su navi che battono la loro bandiera.
Capo
VI: Disposizioni varie
Art.
369
(Credibilità, sequestrabilità e pignorabilità
dei crediti dell'arruolato verso l'armatore)
Le retribuzioni e le indennità degli arruolati possono
essere cedute, sequestrate o pignorate fino ad un quinto del
loro ammontare ed esclusivamente per alimenti dovuti per legge
o per debiti certi, liquidi ed esigibili verso l'armatore,
dipendenti dal servizio della nave.
La quota della retribuzione corrispondente al vitto e le somme
dovute dall'armatore per il rimpatrio dell'arruolato, o per
spese di cura, nonchË quelle dovute dall'istituto assicuratore
a norma delle leggi speciali, non possono essere cedute, sequestrate
nË pignorate, neppure entro il limite stabilito dal comma
precedente.
L'arruolato puÚ chiedere all'armatore, all'atto dell'imbarco,
che una parte della retribuzione sia versata a persona della
sua famiglia.
Se l'armatore o il comandante si oppone alla richiesta prevista
dal comma precedente, la vertenza Ë risolta, con provvedimento
non soggetto ad alcuna impugnazione, dall'autorità
marittima o consolare del luogo dove si trova la nave.
Art.
370
(Impignorabilità e insequestrabilità di indumenti
e strumenti)
Oltre le cose che, a norma del codice di procedura civile
e delle leggi speciali, non sono soggette a sequestro nË a
pignoramento, non possono essere sequestrati nË pignorati
per alcun titolo:
1. gli indumenti della gente di mare navigante necessari per
i servizi di bordo;
2. gli strumenti e gli altri oggetti appartenenti alla gente
di mare navigante destinati all'esercizio della professione.
Art.
371
(Esercizio dei diritti spettanti agli eredi e agli aventi
diritto in caso di perdita presunta della nave)
I diritti spettanti agli eredi presunti dell'arruolato e agli
altri aventi diritto nel caso in cui la nave, per mancanza
di notizie, sia considerata perita possono essere fatti valere
soltanto dopo la cancellazione della nave dal registro d'iscrizione.
Art.
372
(Effetti della chiamata o del richiamo delle armi)
Gli effetti della chiamata o del richiamo alle armi delll'arruolato
sul contratto e il trattamento spettante in questi casi all'arruolato
sono detrminati da leggi speciali, dalle norme corporative,
o, in mancanza, dagli usi.
Art.
373
(Prescrizionie)
I diritti dal contratto di arruolamento si prescrivono col
decorso di due anni dal giorno dello sbarco nel porto di arruolamento
successivamente alla cessazione o alla risoluzione del contratto.
In caso di pi~ contratti a tempo determinato o a viaggio,
che a sensi dell'art. 326 siano regolati dalle norme sul contratto
a tempo indeterminato, il termine decorre dal giorno dello
sbarco nel porto di arruolamento successivamente alla cessazione
o alla risoluzione dell'ultimo contratto.
La prescrizione dei diritti spettanti agli eredi dell'arruolato
ed agli altri aventi diritto in caso di perdita della nave
decorre dalla data di cancellazione di questa dal registro
d'iscrizione.
Art.
374
(Derogabilità delle norme)
Le disposizioni degli articoli 323, 324, 325; 328 a 334; 336
primo e secondo comma; 346, 347; 363 a 371, non possono essere
derogate nË dalle norme corporative, nË dal contratto individuale
di arruolamento.
Le disposizioni degli artt. 326, 336 terzo comma, 337 a 345,
348 a 362 possono essere derogate dalle norme corporative;
non possono essere derogate dal contratto individuale se non
a favore dell'arruolato.
Tuttavia, neppure con le norme corporative si puÚ aumentare
il termine previsto dal primo e dal secondo comma dell'art.
326, nË si puÚ diminuire il termine previsto dal terzo comma
dello stesso articolo.
Art.
375
(Contratto di lavoro del personale navigante della navigazione
interna)
Al contratto di lavoro del personale navigante addetto alla
navigazione interna non si applicano le disposizioni degli
articoli 323, 328, 330, 331, 343 n. 5, 369 terzo comma.
La prestazione del servizio, agli effetti del terzo comma
dell'art. 326, Ë considerata ininterrotta quando tra la cessazione
di un contratto e la stipulazione del contratto successivo
intercorre un periodo non superiore alle venticinque tonnellate.
Il contratto Ë conservato fra i documenti di bordo.
La risoluzione del contratto in caso di cambiamento dell'armatore,
a norma dell'art. 347, puÚ esser chiesta all'arrivo nel porto
di assunzione, o comunque al termine di trenta giorni.
La retribuzione, gli altri diritti e le indennità previste
negli articoli 336 a 339; 349 a 368 sono regolate dalle norme
corporative o, n mancanza, dagli usi.
Le norme dei commi precedenti si applicano anche al contratto
di lavoro del personale dei servizi pubblici di linea o di
rimorchio, in quanto non sia diversamente stabilito da leggi
e regolamenti speciali.
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